Federica Luser 2000    







 

 

 

 

 

 Racconti di conflitti e immagini di passaggio ovvero trasfor­mazioni, transiti, ricerca di un nuovo rapporto spazio - temporale dove il soggetto uomo è protagonista.
Le sculture di Paolo Brozzi ci raccontano la loro lotta per andare oltre la dimensione terrestre, per liberarsi dai vincoli condizionanti della vita alla ricerca di una dimensione altra sicuramente più libera.
Le sculture di Brozzi non abitano solo lo spazio terrestre ma compici no uno sforzo immane per librarsi e raggiungere uno spazio lon­tano, un altro mondo.
I1 principio della trasformazione della forma umana, come per "Incoming ", sta proprio in questo sforzo che lo scultore compie nel modellare la materia nell'allungare il corpo e nel far si che il perno cen­trale della figura sia la parte più fragile della composizione, simbolo del rito di passaggio da una dimensione a un'altra.
Ma se in "Incoming " la mutazione avviene in una sorta di silenzio pregno di significati, in "Time Frame" la via di passaggio è violen­ta: la tensione delle membra dell'uomo, il pulsare dei suoi muscoli
mostrano una negazione, un caparbio tentativo di resistere a quelle energie esterne che penetrano il corpo e lo trasformano.
"Voglio trattare tutto dal punto di vista del tempo non nel senso fisico ma in quello universale".
I1 gioco intorno alla figura cresce nella distorsione del concetto spazio-temporale: Brozzi vuole dare la sensazione del corpo che si disfa o che si crea dal "brodo primordiale", da qui la creazione di scultura come gli Studi in terracotta verniciata bicroma.
E' una scelta di libertà, come dice lui stesso, sia nei contenuti che nei mezzi: la vetroresina, le materie plastiche che usa, hanno dimostrato la loro duttilità e una capacità di performances incredibili.
Ed è ancora una dimostrazione di libertà la commistione nelle opere di Brozzi tra terracotta e plexiglas, uso che gli permette di dare forma alle sue trasformazione: "Link" racconta proprio il dialogo con­stante tra quello che siamo e quello che potremmo essere.
Un viaggio dunque ai confini del mondo.

 
  Federica Luser

Rita Pavone 2006
Giampiero Maria Arabia 2006
Federica Luser 2000
M. Fede Caproni 2000